Essere Wallers

Se un giorno vi capiterà di imbattervi in un gruppetto di Wallers o se assisterete ad una partita, sarete stupiti dai gesti fatti con le mani e dai suoni gutturali che ogni tanto vengono emessi. Sono in molti a chiederci cosa significhino queste cose, ma soltanto dopo la prima e fatidica domanda: “Cosa significa Wallers?“.

Ecco le risposte:

Il gesto

Matteo Cipollini, ala destra dei Wallers, si esibisce nel gesto della “doppia V”

Il gesto in questione è semplicissimo: si tratta di alzare gli indici e i mignoli di entrambe le mani tenendo il resto delle dita chiuse a pugno e di incrociare i due indici formando una “doppia V“, lettera iniziale e simbolo di riconoscimento dei Wallers. Solitamente le mani vengono poi portate sopra la testa.

L’urlo

C’è poi l’urlo, appunto: “UH! UH! UH!“. Ogni tanto sentirete i Wallers urlare così durante la partita. Si tratta di una parte del grido che le squadre empolesi fanno insieme ad inizio partita e in qualsiasi momento sia necessario serrare il gruppo e ritrovare la concentrazione e la grinta: il capitano o l’allenatore urlano “Wallers!” e il resto della squadra risponde con “UH! UH! UH!”. Notate qualche somiglianza con il video tratto da 300 messo qui sopra? Esatto, adesso lo sapete anche voi. Si tratta palesemente di un plagio: il regista di 300 ci ha copiati.

Il nome

Il “Muro” (The Wall) è uno dei motivi per cui è stato scelto il nome Wallers

Perché “Wallers”? Se lo chiedete ad uno qualsiasi dei giocatori vi risponderà: “Perché sì!“. Non potrebbe essere altrimenti; non esiste un nome migliore di “Wallers” per i Wallers, tant’è che nel momento in cui si è presentato il problema di trovare un nome alla nuova squadra per la stagione 2012/13, si è scelto di mantenere la solita denominazione aggiungendo uno dei due colori societari. L’origine del termine è piuttosto stupida in realtà: si tratta di una storpiatura del cognome di una delle colonne storiche della società, Alessio Valleggi. Da Valleggi a Wallers, grazie al mai stanco cervello di Matteo Cipollini, il passo è stato breve. Il nome è piaciuto immediatamente a tutti, anche perché “Wallers” contiene comunque il sostantivo inglese “Wall” (muro), e visto che avere un buon “muro difensivo” nel tchoukball è fondamentale, abbiamo pensato che calzasse a pennello (la difesa a dire il vero, soprattutto agli inizi, era la componente tecnica in cui quasi tutti i giocatori erano più carenti, ma questo non ditelo a nessuno).

La mascotte

Wario, mascotte dei Wallers

La mascotte dei Wallers è Wario, celebre personaggio della serie di videogiochi con protagonista Mario. Fin dalla prima apparizione in campionato dei Wallers, Wario è stato simbolo e mascotte. Rozzo, forte, testardo, rappresentava al meglio l’identità da “toscanacci”. A partire da questo anno, Wario purtroppo non appare più nel logo ufficiale: realizzare maglie, tute o comunque qualsiasi stampa complessa come il disegno che vedete sopra, sarebbe costato troppo. Il celebre antagonista di Mario è stato così messo momentaneamente da parte, con la speranza di poter prima o poi dare vita a qualche prodotto di merchandising che abbia come protagonista la mascotte a cui i Wallers sono tanto affezionati.

Come? Avete letto fino a qui ma non avete idea di chi sia Wario? Impossibile, chiunque lo sa! Vi salviamo dall’ignoranza, comunque. Andate qui ad acculturarvi un po’, svelti!


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